lunedì 30 novembre 2015

Mi sono dimesso dalla Presidenza del Comitato di Gestione dei Fondi Speciali del Volontariato della Regione dell'Umbria.

Ho deciso dopo quasi dieci anni di dimettermi da Presidente del Comitato di Gestione dei Fondi Speciali del Volontariato della Regione dell'Umbria.

Per i più curiosi (maliziosi) preciso che il mio, come del resto quello dei membri del Comitato è un incarico del tutto gratuito per disposizione di legge.

Mi sono dimesso perché ritengo che dopo un periodo come questo, è opportuno dimettersi prima che all'entusiasmo iniziale subentri la routine.
Spero di aver fatto bene in questi anni e per il momento mi sento gratificato dalle  dichiarazioni di ringraziamento e di rammarico (per le dimissioni) che mi sono pervenute da varie parti. Conoscendo chi me le ha fatte sono sicuro che sono sincere.


La pagina home del Comitato.

















Di seguito la lettera di dimissioni.

                                   AL COMITATO DI GESTIONE
                                   DEL FONDO SPECIALE PER IL VOLONTARIATO
                                   DELLA REGIONE DELL’UMBRIA
                                                         SEDE



Oggetto:  Dimissioni da Presidente del Comitato.


Con la presente comunico le mie dimissioni irrevocabili da Presidente del Comitato.

Ciò deriva esclusivamente da sopraggiunti impegni di natura personale che mi impossibilitano a svolgere con la dovuta continuità e attenzione le funzioni  operative  e di coordinamento proprie del ruolo di Presidente. Funzioni a cui ho cercato sempre di dedicare il massimo impegno nell’intento di favorire nella nostra regione un volontariato più adulto e diffuso e di garantire, d'intesa con i Centri di Servizio, il migliore utilizzo delle risorse assegnate  al FSV dell'Umbria.

Ringrazio coloro, e sono tanti, che condividendo programmi e progetti hanno contribuito ad uscire da un clima di sottesa conflittualità presente nel mondo del volontariato. Si è venuta così a determinare sempre più una proficua collaborazione tra tutti i soggetti interessati, determinante per il raggiungimento di diversi obiettivi. Ciò anche in questi ultimi periodi in cui le risorse disponibili si sono più che dimezzate.

Ringrazio altresì quanti hanno per lungo tempo profuso la loro leale collaborazione professionale anche nel cercare di cambiare il modo di operare del Comitato nei confronti dei Centri di Servizio e delle Associazioni in generale, assicurandoli peraltro che secondo me questa operazione è pienamente riuscita.

Si tratta ora di affrontare nuove difficoltà legate alla scarsità delle risorse ed ad una riforma legislativa che si profila quanto mai incerta e forse più attenta a cambiare la strutturazione del sistema  piuttosto che a dare risposte ai reali bisogni intercettati dalle Associazioni di Volontariato.

A tutti rivolgo infine i migliori auguri per il prosieguo dell’attività e porgo cordiali saluti.

Perugia, 29 ottobre 2015                                                  

mercoledì 12 agosto 2015

E’ morto il mio amico Beniamino

Me l’ha telefonato mio figlio: è morto Beniamino. La brutta notizia non mi ha colto di sorpresa era un po'  di giorni che sapevo della gravità della situazione. É stato tutto velocissimo, conoscendolo forse è stato meglio così; non ho avuto il coraggio di andare a trovarlo in Ospedale, non avrei saputo cosa dirgli né avrei potuto mentire alle sue probabili domande buttate lì con la solita scanzonata noncuranza; non ci sono riuscito in tanti anni di amicizia figuriamoci in tale circostanza.

Prima le lunghe chattate via radio. Il suo nome in codice, oggi lo chiamano nickname, era Zanna Bianca. Poi le prime sciate alla fine degli anni sessanta, ancora insieme con la casa in cooperativa, le avventure in Spagna ed in Grecia con roulotte e camper.

Beniamino non era un amico qualunque, era il collante che teneva insieme persone anche diverse tra loro. Ci si vedeva da Beniamino e lui c'era sempre a qualsiasi ora.

É morto Beniamino, amico mio e di tutti, di quanti frequentavano prima la sua libreria (la sezione Reagan) in Corso Garibaldi e poi il negozio di macchine fotocopiatrici in periferia.
Era e resterà  sempre nel ricordo di quanti lo hanno  conosciuto  una persona eccezionale per la sua bontà innanzitutto, e per la sua generosissima disponibilità.

Noi con arroganza pseudo-intellettuale, a volte, scambiavamo per spirito di contraddizione la sua ingenua e sincera attenzione per tutto ciò che aveva profumo di novità; in realtà lui era così: libero, intelligentemente curioso, mai   soddisfatto della prima “lettura”. Forse anche per questo ci piaceva e gli volevamo bene.

Io, che da ragazzo l'ho conosciuto nella sua prima libreria in Via Saffi rilevata, mi pare, da Agostinucci,  rimanevo affascinato dai suoi racconti della politica degli anni '50 e dei primi anni '60 quando Beniamino  era giovane assessore comunale.  Mi ricordo che noi, poco più che bambini, ci nascondevamo dietro le colonne del chiosco di S. Pietro intimoriti dal passo svelto di questo ragazzo che con giacca ed immancabile fiocchetto al posto della cravatta, si recava a trovare la sua fidanzata: quella che sarebbe poi diventata sua moglie.  Chiedevamo chi fosse ai nostri genitori, e la risposta ci sembrava quasi "un rimprovero": è l'assessore!

La politica è stata una sua grande passione e in un periodo l’ha visto anche come protagonista, alla fine degli anni ’60, con il tentativo di creare il centrosinistra al comune, ma direi che fino alla fine non ha mai disdegnato di “accalorarsi” per la politica; si fa per dire perché io non lo ricordo mai con toni sopra le righe, appassionato e fermo nel sostenere le sue convinzioni sì .

Gli aneddoti e i ricordi sono tantissimi, perfino troppi per racchiuderli in un breve ricordo o per condividerli con altri e poi ciascuno di quei tanti che l’hanno conosciuto e apprezzato ne avrà altrettanti e sicuramente  memorizzati con un’angolazione diversa e, come me, li conserverà come momenti belli della propria vita.

L’ho salutato in una tristissima mattina assolata presso la camera mortuaria dell’ospedale; era dentro una bara. Tutta una vita di ricordi mi è passata velocemente davanti come un film accelerato, mentre incredulo guardavo quel viso inespressivo che facevo fatica ad accettare. La commozione mi ha preso forte, non ho resistito e me  ne sono andato,

Ciao Beniamino, speriamo di non averti perso per sempre, tu ci credevi poco, io forse un po’ di più, chissà chi avrà ragione questa volta.

mercoledì 14 gennaio 2015

Un pensiero in ricordo di Beniamino Ubaldi

Ricordo ancora il giorno ed anche la notte del mio diciottesimo compleanno.

Lo passai in profonda tristezza; era morto il mio Vescovo, il nostro Vescovo: Il Vescovo del Movimento Studenti Eugubino. Eravamo tanti, era il Movimento, vi partecipavano gli alunni delle scuole medie superiori e, udite, maschi e femmine insieme; uno dei più gravi scandali per quei tempi, soprattutto  per un'associazione che si definiva cattolica ed aveva addirittura due assistenti ecclesiastici. Aveva anche un giornale anzi due: IL BERTOLDO che si occupava ad accumulare querele per la sua satira irriverente; IL BURATTO che, attento al concilio Vaticano II e con l'esuberanza dei suoi giovani redattori, metteva in crisi il tran tran e le "certezze" della Chiesa Eugubina.

Dalla nostra avevamo quel Vescovo così amato dalla città intera e pur appartenendo ad un' altra generazione, per noi era  dei nostri. 

Ciascuno di noi ex movimento studenti, compreso il sottoscritto, ha sicuramente aneddoti da raccontare. Gli volevamo bene tutti per la sua bontà, comprensione, autorevolezza.
Avevamo un Vescovo che ci difendeva dalle "maldicenze" e dalle chiacchiere delle vecchie beghine.

Passai lì, a San Giovanni, la sera e l'intera notte del mio diciottesimo compleanno insieme ai miei amici del Movimento Studenti alternandoci a quattro per turno, non ricordo più di quante ore, con al braccio una fascia di lutto e con il compito di non far avvicinare troppo l'ininterrotta  processione degli Eugubini che rendevano omaggio alla salma.

Sono passati 50 anni, ma credo che il nostro vescovo non ci ha mai abbandonato ed io non l’ho mai dimenticato, anche perché quella strana assonanza, tra cognome e nome, con il nostro patrono me lo ha fatto sempre sentire vicino.


venerdì 12 ottobre 2012


LUMSA UNA OCCASIONE ORMAI  PERSA


Non credo che sia stata solo una questione di soldi ( come si è letto ) se la LUMSA ha preferito ritirarsi da Gubbio  e dirottare  i suoi investimenti su Palermo.
Penso  che ci sia stata anche una poca credibilità nei confronti di una città che forse ha sottovalutato l’opportunità di investire in un progetto di così ampio respiro anche internazionale, che avrebbe ridato a Gubbio, sicuramente adeguata per storia e tradizione, quel respiro e quel passo che da troppi anni è venuto meno.


Si è forse guardato troppo miopicamente agli interessi immediati di bottega, lasciando, lo si può certo immaginare, amaro in bocca e scarsa credibilità in chi, anche per ragioni storico-affettive (chi ha qualche anno ricorda le “famose Peppe”), aveva espresso buone intenzioni per   il rilancio ed il potenziamento della LUMSA nella nostra città.
Non si può mangiare oggi la gallina ed attendersi l’uovo domani!

Certo è che il correre ad offrire un comodato gratuito dei locali dopo aver tentato di fare “la cresta” aumentando la valutazione dell’ufficio tecnico erariale, lascia immaginare che si volesse cogliere l’occasione per raggiungere qualche altro obiettivo, improvvidamente, rischiando di perdere “capra e cavoli” come poi di fatto è avvenuto.


Forse l’obiettivo di far crescere la LUMSA  a Gubbio andava perseguito con più determinazione e coerenza, viste le ricadute economiche, sociali e culturali che il progetto lasciava intravedere.
Non ritengo infine che da parte della LUMSA si sia trattato di un capriccio, né di motivazioni legate agli anni trascorsi, ma semplicemente di una presa d’atto di  poca affidabilità, viste le girandole di proposte che si sono nel tempo avvicendate.
Intervista della giornalista Silvia Leoni  pubblicata sul Giornale dell'Umbria.

Dott. Lanuti è stato confermato alla guida del Co.Ge per il terzo biennio consecutivo. Quali sono stati i cambiamenti più significativi che hanno attraversato il mondo del volontariato in questo lasso di tempo?

Dalla sua istituzione ed avvio (avvenuta nel 1998) il Sistema del fondo Speciale, attraverso il finanziamento e l’operatività dei due Centri di Servizio istituiti in Umbria (quello di Perugia e quello di Terni) ha cercato di dare risposte alle esigenze ed ai bisogni delle organizzazioni di volontariato e del volontariato,  sia a quelli di carattere materiale e immateriale collegati alle varie fasi della vita di un organismo associativo (es. consulenza per una corretta gestione; utilizzo strumenti e/o attrezzature per organizzazione di iniziative; formazione per la qualificazione dei volontari e dei dirigenti, ecc), sia a quelle più generalmente collegate alle esigenze di sviluppo, di promozione e comunicazione dello stesso organismo associativo (es. campagne di sensibilizzazione per aree di intervento; supporto nella predisposizione dei piani comunicativi; ecc).

A testimonianza del lavoro svolto e dei risultati conseguiti si segnala come (grazie anche all’attività svolta dai CSV dalla loro istituzione ad  oggi), le odv iscritte all’albo regionale sono passate dalle 353 del 1999 alle 535 del 2011. Sotto questo profilo si rileva quindi una presenza media di 6 odv ogni 10.000 abitanti (in linea con la media nazionale). A queste bisogna aggiungere le altre odv (stimabili in altre 500/600) non iscritte all’albo regionali ma regolarmente funzionanti e operanti (il requisito dell’iscrizione all’albo non è infatti elemento costitutivo ma solo necessario per avere alcune agevolazioni).

La crisi ha avuto ripercussioni pesanti anche sul Fondo Speciale per il Volontariato che si è andato via via assottigliano. E’ possibile quantificare la contrazione di risorse?

In questi ultimi anni (in particolare dal 2008 ad oggi)  le risorse che sono affluite nel  Fondo Speciale della Regione dell’Umbria si sono, a causa della nota e ancor oggi perdurante crisi finanziaria che, come noto ha purtroppo anche influito sensibilmente sui bilanci delle fondazioni bancarie, si sono però via via ridotte. Si è infatti passati dai 2.300.000 Euro accantonati nel FSV dell’Umbria per il 2008 ai 975.741 accantonati per l’anno in corso.
Le somme che complessivamente saranno disponibili, per il 2013, nel FSV dell’Umbria, ammontano ad €. 1.091.447. Date dal citato nuovo accantonamento di €. 926.497 e dagli avanzi (pari complessivamente ad €. 164.950) presenti e attestati sui bilanci 2011 dei CSV che il Comitato precedente  (in maniera lungimirante) ha deciso di non assegnare ai singoli CSV per incrementare le attività dell’anno 2012, bensì di trattenerle nel FSV (prevedendo. 


Dal suo punto di osservazione privilegiato, quali sono le conseguenze più gravi che questa contrazione di risorse determina?

Le conseguenze più gravi sono ovviamente legate alla contrazione dei servizi erogati alle odv.
Mi  limito ad aggiungere una ulteriore considerazione (che scaturisce dagli esiti dell’intesa che i firmatari dell’accordo del 23.06.2010 hanno raggiungo lo scorso 25 di luglio). Nella quale, sostanzialmente, è previsto l’integrale utilizzo del fondo di riserva nazionale che era stato costituito per affrontare le eventuali emergenze.
 Dal 2014 quindi si rischia di assistere ad una contrazione totale delle risorse.
A meno che a livello nazionale non si decida di mettere in circolo le risorse non utilizzate presenti (come da monitoraggio del luglio scorso) in molti contesti regionali (non in Umbria che ha sempre ed efficacemente utilizzato le risorse messe a disposizione).
 Quest’ultima sarà la linea che come componente della Consulta Nazionale tenterò di portare avanti


La diminuzione di risorse finirà necessariamente per ripercuotersi anche sull’efficacia delle azioni dei Centri di Servizio. Come arginare i danni?

Questo è già avvenuto, con diminuzione rilevante di utilizzo di personale, e di minore conseguente erogazione di servizi. Anche se devo sottolineare come l’accortezza e lo spirito di sacrificio di quanti operano in questo settore, ed in particolare i due Cesvol ed i loro Presidenti, ha ridotto e supplito ai disagi; almeno per adesso.

Come arginare i danni è molto difficile immaginarlo oggi per il 2014; gran parte dipenderà dalla ripresa economica, e quindi dai maggior utili delle fondazioni bancarie, ma io credo anche da un ulteriore e decisiva ottimizzazione dei servizi e delle, pur inadeguate, risorse disponibili.


In un simile contesto, che ruolo dovrà avere e com’è destinata a cambiare la Progettazione sociale?


La progettazione sociale, di cui l’Umbria è stata antesignana, credo che purtroppo sarà sospesa posta la suddetta carenza totale di fondi; ripeto però che tutto o almeno in gran parte dipenderà dalla situazione economica generale. Per il 2013 L’Umbria disporrà di circa 390.00 euro, e già nei prossimi giorni si riunirà la commissione a suo tempo nominata per predisporre quanto necessario.


Quali le prospettive per il Volontariato?

A  parte le difficoltà che il volontariato sta in generale attraversando e che dipendono secondo me soprattutto da una positiva crisi di crescita qualitativa e quantitativa (ma qui il discorso ci porterebbe lontano!), ritengo che la contrazione dei servizi, derivanti dalle suddette difficoltà economiche, non agevolano certo questo momento di passaggio che il volontariato sta attraversando.


Che ruolo deve preservare il Volontariato in questo momento di crisi? A quale tratto della sua identità non può rinunciare?

Credo che soprattutto in questa fase debba ancorarsi ancor più ai suoi “fondamentali” di sempre: gratuità, solidarietà, partecipazione.

sabato 9 giugno 2012

QUANDO NON TE LO SARESTI MAI ASPETTATO

Mi è capitata sott'occhio una nota che avevo scritto di getto per la morte di Raimondo Saldi verificatasi improvvisamente ormai da oltre un mese . Non l’ho fatta leggere a nessuno, ora a distanza di qualche tempo ritengo di doverla pubblicare su questo modesto Blog dove forse continuerà a non essere letta da nessuno.

La notizia mi ha raggiunto in maniera brutale ed improvvisa come tutte le brutte notizie, soprattutto quelle che non ti aspetti e che non vorresti mai conoscere.

Erano le 9,30 di un sabato mattina. Indovina chi è morto questa notte........Raimondo Saldi.

Tanti anni fa ricevetti da mio padre una notizia più o meno nella stessa maniera; era morta una mia coetanea compagna di gioco, aveva 10 anni. Era morta per "asiatica", così si chiamava l'influenza della fine degli anni '50. Fu come ricevere un colpo di maglio.

Raimondo di anni ne aveva 48, non era mio coetaneo, né tantomeno amico, nel senso che i coetanei intendono per questo termine, però gli volevo bene forse anche perché l’avevo visto adolescente presso l’officina del Padre Romeo e ricordo le preoccupazioni che mi esternava per quel ragazzetto che considerava un po' scavezzacollo; non ne ricordo bene le motivazioni, forse per eccesso di amore paterno nei confronti di un figlio in cui ritrovava molto di se stesso.

Prima insieme a Rossano e ultimamente anche con Michele aveva trasformato in un’azienda di notevoli dimensioni e perfettamente organizzata, quella che era poco più che un’officina.
L’avevo incontrato qualche anno fa in Grecia insieme alla moglie ed amici. Circumnavigammo Lefkas poco a nord di Itaca e Same; gli avevo fatto una “testa” a forza di parlagli delle acque “dove Venere nacque vergine” , che in poco tempo conseguì la patente nautica e volle sincerarsi dei miei racconti.

Ultimamente uscendo da un suo Ufficio (Raimondo non c'era, era fuori Gubbio), andai sbadatamente a sbattere contro la vetrina scambiandola per l'uscita. Mi voltai e vidi una ragazza che sorrideva prima con gli occhi e poi con la bocca alla stessa identica maniera del padre. Mi raccomandai di non farne parola … lei sapeva con chi! Raccomandazione puntualmente ignorata. Il giorno dopo fui raggiunto da dietro dalla ben nota voce scanzonata: dobbiamo tenercela cara la ditta delle pulizie, visto come pulisce i vetri! 
 
Ne potrei raccontare altri di aneddoti. Potrei raccontare (almeno da quello che emergeva dalle nostre occasionali conversazioni) del suo viscerale amore per i suoi figli e per la sua famiglia.

Resta purtroppo il fatto che almeno in questa vita non lo incontreremo più questo giovane quanto generoso imprenditore, sempre pronto alla battuta e con su stampato quel sorriso del tutto particolare e accattivante.

Mancherà a tanti, anche a me. Ho toccato il legno della sua bara, ho abbracciato uno dei suoi fratelli, non ho visto altri in quel momento, poi me ne sono andato, mi sembrava tutto così irreale, impossibile e quindi insopportabile.

Ciao Raimondo e speriamo che sia un arrivederci.

martedì 5 giugno 2012





Chiesa e politica, privilegi visti dalla Patagonia.

Ho ritrovato nei meandri del mio computer un brevissimo articolo pubblicato sul fatto Quotidiano di cui ho dimenticato l’autore. Credo che valga la pena riproporlo a quei pochissimi (direi quasi nessuno)  che passano per questo blog.









Da il Fatto Quotidiano, 19 Febbraio 2012



Anche visti da lontano facciamo la nostra preziosa figura. Da un’ora sto cercando di spiegare a un gruppo di gauchos della Patagonia, che bevono Quilmes in un bar di Rio Majo, provincia di Santa Cruz, 13 mila chilometri da casa, come mai il loro quotidiano Patagonia abbia oggi in prima pagina un titolo che dice più o meno: “Italia: alla fine anche la Chiesa pagherà le tasse”.
Fanno fatica a credere che la Chiesa dei poveri, dei martiri e dei santi che loro onorano in minuscole cappelle ai bordi della immense strade di polvere che corrono verso Ushuaia e la Fin del Mundo, viva imbracciando il privilegio dei ricchi che coincide (quasi sempre) con la prepotenza di pretendere regole proprie, e poi anche deroghe alle regole proprie.
Mi hanno chiesto se il Papa era il colpevole di questa ingiustizia. Per non deluderli gli ho detto che no, lui l’ingiustizia l’ha trovata bella e fatta, come i vestiti d’oro, le scarpine porpora e i conti cifrati Ior. Ma certi vescovi sapevano. E con loro sapevano i nostri politici, celebri in Europa perché con una mano rubano mentre con l’altra si fanno il segno della croce. E si aspettano un buon posto in Paradiso tramite mutuo raccomandato e rateizzabile.